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Faccette dentali · Alzano Lombardo · Bergamo

Faccette dentali: cambiare il sorriso conservando il più possibile il dente naturale.

Le faccette sono sottili restauri adesivi che modificano forma, proporzioni, colore e armonia del sorriso. Il progetto parte dalla diagnosi e, quando anatomia e posizione dentale lo permettono, può essere additivo o minimamente invasivo.

Sorriso estetico e progettazione delle faccette dentali
Workflow rapido, quando indicato

Un nuovo sorriso anche in tre sedute.

Nei casi selezionati, con tessuti sani, progetto definito e assenza di terapie preliminari, il percorso può essere organizzato in tre appuntamenti principali. Non è una promessa valida per tutti: se servono ortodonzia, terapia gengivale, restauri o altre correzioni, il piano viene adattato.

1 · ProgettoFotografie, scansione, analisi estetico-funzionale e, quando utile, mock-up per vedere e discutere il risultato prima della fase definitiva.
2 · Preparazione e scansioneQuando necessaria, la preparazione viene limitata allo stretto indispensabile, privilegiando lo smalto. Si registra il progetto per il laboratorio.
3 · Prova e cementazioneControllo di forma, colore, contatti e integrazione prima della cementazione adesiva e delle rifiniture finali.

“Senza rovinare i denti” significa evitare sacrifici inutili di tessuto sano: alcune faccette possono essere no-prep o addizionali, altre richiedono una preparazione minima. L’indicazione dipende dal singolo caso.

Come si progetta

Prima si decide la forma. Poi si tocca il dente.

Il risultato estetico deve essere compatibile con funzione, gengive, occlusione e possibilità di mantenimento. Per questo il progetto precede la preparazione.

01

Analisi del sorriso

Fotografie, scansione intraorale, proporzioni del viso e del sorriso, posizione dei margini gengivali, occlusione e quantità di smalto.

02

Mock-up e previsualizzazione

Quando indicato, una prova estetica permette di valutare volumi, lunghezze e fonetica prima di finalizzare il progetto.

03

Scelta del materiale

Disilicato di litio, zirconia ad alta translucenza/stratificata o altre soluzioni vengono selezionati in base a substrato, spessore, colore e obiettivo clinico.

Per capire meglio

Forma, spessore e translucenza fanno la differenza.

Le faccette non sono semplicemente “denti più bianchi”: il progetto deve ricreare una superficie credibile, proporzionata e compatibile con i tessuti.

Faccetta estetica sottile sostenuta da una pinzetta
Fotografia illustrativa: una faccetta è un restauro sottile progettato per aderire alla superficie esterna del dente.
Quattro faccette dentali in ceramica per mostrare translucenza e forma
Fotografia illustrativa: colore, opacità e translucenza devono essere scelti sul substrato reale e nel contesto del sorriso.
Illustrazione di faccetta dentale applicata al sorriso
Immagine illustrativa: il risultato reale dipende da anatomia, tessuti, materiale e progetto individuale.
Indicazioni e limiti

Le faccette non sono la soluzione giusta per ogni problema estetico.

L’indicazione nasce dall’equilibrio tra obiettivo estetico, quantità di smalto disponibile, posizione dentale, occlusione, salute gengivale e possibilità di ottenere un’adesione affidabile.

Quando possono essere indicate

Correzioni selezionate di forma e proporzioni, diastemi, usure, difetti superficiali dello smalto, alterazioni cromatiche non gestibili in modo soddisfacente con strategie più conservative e riabilitazioni additive nei casi appropriati.

Quando serve prudenza

Carie o infiammazione gengivale attiva, quantità limitata di smalto, parafunzioni non controllate, importanti malposizioni, necessità ortodontiche o aspettative non realistiche possono modificare o escludere l’indicazione.

Principio conservativo: se il problema può essere risolto con sbiancamento, ortodonzia o restaurativa diretta, queste alternative devono essere considerate prima di una preparazione irreversibile.
Smalto e preparazione

Preservare smalto non è un dettaglio tecnico: influenza l’adesione e la prognosi.

La letteratura clinica associa l’adesione prevalentemente su smalto a risultati più favorevoli rispetto a preparazioni con ampia esposizione dentinale. Per questo il progetto e il mock-up possono guidare una preparazione minima e controllata.

01

No-prep

È possibile solo quando aggiungere volume non crea sovracontorni, margini sfavorevoli o un risultato innaturale. “Nessuna preparazione” non è un obiettivo in sé.

02

Preparazione minima

Quando serve spazio per il materiale o per correggere forma e profilo, la riduzione viene pianificata per conservare quanto più smalto possibile.

03

Dentina esposta

Se la preparazione interessa la dentina, la strategia adesiva cambia. Estensione e qualità del substrato devono essere considerate nel piano e nella prognosi.

Mock-up e provvisori

La prova del progetto riduce le decisioni “al buio”.

Il mock-up può mostrare al paziente il volume previsto e aiutare il clinico a valutare fonetica, lunghezze, proporzioni e quantità di preparazione. Nei casi preparati, i provvisori possono proteggere i denti e condizionare i tessuti prima della cementazione definitiva.

Mock-up diagnostico

Trasferisce temporaneamente in bocca il progetto del wax-up e permette di discuterlo prima della finalizzazione.

Provvisorio

Quando indicato, consente di verificare forma, contatti, comfort e rapporto con i tessuti durante il periodo di laboratorio.

Cementazione adesiva

Isolamento, trattamento del dente e condizionamento della superficie interna della ceramica vengono adattati al materiale. La procedura adesiva è parte integrante della prognosi.

Materiali

Disilicato di litio o zirconia?

Sono materiali diversi, con proprietà ottiche e strategie adesive differenti. La scelta dipende dal substrato da mascherare, dallo spessore disponibile, dalla translucenza desiderata, dal progetto e dal protocollo clinico. Non esiste un materiale universalmente superiore.

Disilicato di litio

Ceramica vetrosa e adesione consolidata

È una soluzione clinicamente molto documentata per faccette. La componente vetrosa consente il condizionamento con acido fluoridrico e silano secondo il sistema utilizzato. Offre un’ampia modulazione estetica e una letteratura clinica di lungo periodo più estesa.

  • Buona integrazione ottica e translucenza modulabile.
  • Protocollo adesivo ben documentato.
  • Può richiedere più spessore o strategie specifiche quando il substrato è molto discromico.
Zirconia ad alta translucenza

Mascheramento e resistenza con un’adesione diversa

Le zirconie moderne ad alta translucenza stanno ampliando le indicazioni estetiche. Non sono ceramiche vetrose: la superficie viene trattata con protocolli specifici, generalmente basati su microabrasione controllata e monomeri fosfato come 10-MDP. I dati clinici sulle faccette sono promettenti ma meno maturi nel lungo periodo rispetto al disilicato.

  • Può offrire maggiore capacità di mascheramento in alcuni substrati.
  • Consente spessori ridotti in indicazioni selezionate.
  • Richiede un protocollo di adesione specifico e rigoroso.
Scelta clinica: translucenza, colore del moncone, spessore, quantità di smalto e possibilità di adesione vengono valutati insieme. La selezione finale non viene fatta in base a un solo parametro.
Dopo la cementazione

Durata e manutenzione dipendono anche da ciò che succede nel tempo.

Le faccette ceramiche mostrano buone sopravvivenze cliniche, ma possono verificarsi complicanze. Controlli, igiene e gestione dei carichi restano necessari.

Bruxismo e carichi

Serramento e bruxismo richiedono una valutazione individuale. Non sono automaticamente una controindicazione assoluta, ma possono modificare rischio, progetto e indicazione a dispositivi di protezione.

Distacco e frattura

Debonding, chipping o frattura sono possibili complicanze. Substrato, adesione, spessori, occlusione e trauma concorrono al rischio.

Controlli

Igiene professionale, controllo dei margini, gengive, contatti e parafunzioni aiutano a intercettare precocemente problemi e a mantenere il risultato.

Quanto durano? Le revisioni cliniche riportano sopravvivenze elevate per le faccette in ceramiche vetrose nel lungo periodo, ma una percentuale media non predice il singolo caso. La durata reale dipende da materiale, substrato, adesione, funzione, igiene e manutenzione.

Responsabilità clinica e casi correlati

Il percorso sulle faccette è collegato al profilo del Dr. Massimo Lorenzi e alla pagina Odontoiatria estetica. I casi clinici mostrano risultati individuali e non rappresentano una previsione del risultato di altri pazienti.

Domande frequenti

Faccette dentali: cosa chiedono più spesso i pazienti.

Le faccette rovinano i denti?

Non necessariamente. L’obiettivo moderno è conservare lo smalto e preparare solo quanto serve. In casi favorevoli si può lavorare in modo additivo o quasi no-prep; in altri una riduzione controllata è necessaria per ottenere spessori, margini e profilo corretti.

Quanto durano?

La durata dipende da adesione, materiale, quantità di smalto, occlusione, bruxismo, igiene e controlli. Non esiste una durata identica per tutti.

Si possono fare in tre sedute?

Sì, in casi selezionati e già pronti dal punto di vista biologico e funzionale. Se sono necessarie terapie preliminari o un progetto più complesso, gli appuntamenti aumentano.

Meglio faccette o sbiancamento?

Se il problema è soprattutto il colore e la forma è soddisfacente, lo sbiancamento può essere più conservativo. Le faccette hanno senso quando vanno modificati anche forma, proporzioni, usure, difetti o discromie non correggibili in modo sufficiente.

Si possono correggere diastemi o denti corti?

Spesso sì, ma serve verificare spazio, occlusione e proporzioni. In alcuni casi l’ortodonzia può essere preferibile o complementare.

Le faccette sembrano finte?

Non dovrebbero. Spessori, texture, translucenza e margini devono essere progettati per integrarsi nel volto. Un risultato troppo bianco o uniforme non è l’unica possibilità estetica.

Contenuto clinico a cura diMassimo LorenziInformazione sanitaria generale: diagnosi e indicazioni richiedono una valutazione individuale.