Analisi del sorriso
Fotografie, scansione intraorale, proporzioni del viso e del sorriso, posizione dei margini gengivali, occlusione e quantità di smalto.
Le faccette sono sottili restauri adesivi che modificano forma, proporzioni, colore e armonia del sorriso. Il progetto parte dalla diagnosi e, quando anatomia e posizione dentale lo permettono, può essere additivo o minimamente invasivo.

Nei casi selezionati, con tessuti sani, progetto definito e assenza di terapie preliminari, il percorso può essere organizzato in tre appuntamenti principali. Non è una promessa valida per tutti: se servono ortodonzia, terapia gengivale, restauri o altre correzioni, il piano viene adattato.
“Senza rovinare i denti” significa evitare sacrifici inutili di tessuto sano: alcune faccette possono essere no-prep o addizionali, altre richiedono una preparazione minima. L’indicazione dipende dal singolo caso.
Il risultato estetico deve essere compatibile con funzione, gengive, occlusione e possibilità di mantenimento. Per questo il progetto precede la preparazione.
Fotografie, scansione intraorale, proporzioni del viso e del sorriso, posizione dei margini gengivali, occlusione e quantità di smalto.
Quando indicato, una prova estetica permette di valutare volumi, lunghezze e fonetica prima di finalizzare il progetto.
Disilicato di litio, zirconia ad alta translucenza/stratificata o altre soluzioni vengono selezionati in base a substrato, spessore, colore e obiettivo clinico.
Le faccette non sono semplicemente “denti più bianchi”: il progetto deve ricreare una superficie credibile, proporzionata e compatibile con i tessuti.



L’indicazione nasce dall’equilibrio tra obiettivo estetico, quantità di smalto disponibile, posizione dentale, occlusione, salute gengivale e possibilità di ottenere un’adesione affidabile.
Correzioni selezionate di forma e proporzioni, diastemi, usure, difetti superficiali dello smalto, alterazioni cromatiche non gestibili in modo soddisfacente con strategie più conservative e riabilitazioni additive nei casi appropriati.
Carie o infiammazione gengivale attiva, quantità limitata di smalto, parafunzioni non controllate, importanti malposizioni, necessità ortodontiche o aspettative non realistiche possono modificare o escludere l’indicazione.
La letteratura clinica associa l’adesione prevalentemente su smalto a risultati più favorevoli rispetto a preparazioni con ampia esposizione dentinale. Per questo il progetto e il mock-up possono guidare una preparazione minima e controllata.
È possibile solo quando aggiungere volume non crea sovracontorni, margini sfavorevoli o un risultato innaturale. “Nessuna preparazione” non è un obiettivo in sé.
Quando serve spazio per il materiale o per correggere forma e profilo, la riduzione viene pianificata per conservare quanto più smalto possibile.
Se la preparazione interessa la dentina, la strategia adesiva cambia. Estensione e qualità del substrato devono essere considerate nel piano e nella prognosi.
Il mock-up può mostrare al paziente il volume previsto e aiutare il clinico a valutare fonetica, lunghezze, proporzioni e quantità di preparazione. Nei casi preparati, i provvisori possono proteggere i denti e condizionare i tessuti prima della cementazione definitiva.
Trasferisce temporaneamente in bocca il progetto del wax-up e permette di discuterlo prima della finalizzazione.
Quando indicato, consente di verificare forma, contatti, comfort e rapporto con i tessuti durante il periodo di laboratorio.
Isolamento, trattamento del dente e condizionamento della superficie interna della ceramica vengono adattati al materiale. La procedura adesiva è parte integrante della prognosi.
Sono materiali diversi, con proprietà ottiche e strategie adesive differenti. La scelta dipende dal substrato da mascherare, dallo spessore disponibile, dalla translucenza desiderata, dal progetto e dal protocollo clinico. Non esiste un materiale universalmente superiore.
È una soluzione clinicamente molto documentata per faccette. La componente vetrosa consente il condizionamento con acido fluoridrico e silano secondo il sistema utilizzato. Offre un’ampia modulazione estetica e una letteratura clinica di lungo periodo più estesa.
Le zirconie moderne ad alta translucenza stanno ampliando le indicazioni estetiche. Non sono ceramiche vetrose: la superficie viene trattata con protocolli specifici, generalmente basati su microabrasione controllata e monomeri fosfato come 10-MDP. I dati clinici sulle faccette sono promettenti ma meno maturi nel lungo periodo rispetto al disilicato.
Le faccette ceramiche mostrano buone sopravvivenze cliniche, ma possono verificarsi complicanze. Controlli, igiene e gestione dei carichi restano necessari.
Serramento e bruxismo richiedono una valutazione individuale. Non sono automaticamente una controindicazione assoluta, ma possono modificare rischio, progetto e indicazione a dispositivi di protezione.
Debonding, chipping o frattura sono possibili complicanze. Substrato, adesione, spessori, occlusione e trauma concorrono al rischio.
Igiene professionale, controllo dei margini, gengive, contatti e parafunzioni aiutano a intercettare precocemente problemi e a mantenere il risultato.
Il percorso sulle faccette è collegato al profilo del Dr. Massimo Lorenzi e alla pagina Odontoiatria estetica. I casi clinici mostrano risultati individuali e non rappresentano una previsione del risultato di altri pazienti.
Non necessariamente. L’obiettivo moderno è conservare lo smalto e preparare solo quanto serve. In casi favorevoli si può lavorare in modo additivo o quasi no-prep; in altri una riduzione controllata è necessaria per ottenere spessori, margini e profilo corretti.
La durata dipende da adesione, materiale, quantità di smalto, occlusione, bruxismo, igiene e controlli. Non esiste una durata identica per tutti.
Sì, in casi selezionati e già pronti dal punto di vista biologico e funzionale. Se sono necessarie terapie preliminari o un progetto più complesso, gli appuntamenti aumentano.
Se il problema è soprattutto il colore e la forma è soddisfacente, lo sbiancamento può essere più conservativo. Le faccette hanno senso quando vanno modificati anche forma, proporzioni, usure, difetti o discromie non correggibili in modo sufficiente.
Spesso sì, ma serve verificare spazio, occlusione e proporzioni. In alcuni casi l’ortodonzia può essere preferibile o complementare.
Non dovrebbero. Spessori, texture, translucenza e margini devono essere progettati per integrarsi nel volto. Un risultato troppo bianco o uniforme non è l’unica possibilità estetica.