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LDR Odontoiatria e Salute · Via Provinciale 61, 24022 Alzano Lombardo (BG) · vicino a Bergamo351 380 0133 · studio@ldr.dental
Una guida per pazienti, senza gergo inutile

Capire il dentista.

Il vocabolario che traduce preventivi, diagnosi e piani di cura in parole normali.

Se hai in mano un preventivo pieno di termini tecnici, se ti hanno detto “16”, “DVO”, “deep bite”, “GBR” o “refinement” e non sai da dove iniziare, questa pagina è fatta per te. Non serve a convincerti a fare una terapia: serve a capire che cosa ti stanno proponendo e quali domande fare.

Dentista che spiega con calma un piano di cura a una paziente
Una buona cura comincia anche da una buona spiegazione.
01

Capire la diagnosi

Prima del nome della prestazione, chiedi qual è il problema che si vuole risolvere.

02

Capire le alternative

Una terapia ha senso solo nel confronto con le alternative realistiche e con la prognosi.

03

Capire il preventivo

Il totale economico va letto insieme a denti coinvolti, fasi, materiali, provvisori e mantenimento.

Prima cosa da sapere

I numeri dei denti non sono un codice segreto.

Nel sistema FDI, usato comunemente in Europa, ogni dente permanente ha due cifre: la prima indica il quadrante, la seconda la posizione partendo dal centro.

Superiore destro
18 17 16 15 14 13 12 11
21 22 23 24 25 26 27 28
Superiore sinistro
← lato destro del paziente LINEA MEDIANA lato sinistro del paziente →
Inferiore destro
48 47 46 45 44 43 42 41
31 32 33 34 35 36 37 38
Inferiore sinistro
Esempio pratico: “carie distale del 16” significa una carie sulla superficie posteriore del primo molare superiore destro del paziente.
Come leggere un preventivo

Prima di guardare il totale, cerca queste sei informazioni.

  1. Qual è la diagnosi?Carie? Frattura? Parodontite? Dente non recuperabile? Malocclusione?
  2. Quali denti sono coinvolti?Controlla numeri e arcata. “16” e “26” non sono la stessa cosa.
  3. Qual è l’obiettivo?Togliere dolore, salvare un dente, sostituire un dente mancante, migliorare funzione o estetica?
  4. Quali sono le alternative?Chiedi vantaggi, limiti, sacrificio biologico, tempi e prognosi delle opzioni realistiche.
  5. Che cosa è compreso?Provvisori, laboratorio, componenti implantari, esami, rigenerazione, controlli?
  6. Che mantenimento richiede?Ogni terapia ha bisogno di controlli e igiene; chiedi che cosa succede dopo la consegna.
Il vocabolario del dentista

Dal gergo tecnico alle parole di tutti i giorni.

Apri una voce per leggere la spiegazione. La ricerca in alto filtra automaticamente tutto il dizionario.

Vocabolario

Orientarsi: numeri, superfici e anatomia

16 voci
Numero del dente (FDI)+

In Italia è comune usare due cifre. La prima indica il quadrante, la seconda la posizione del dente. Per esempio 16 significa primo molare superiore destro del paziente; 36 primo molare inferiore sinistro.

Quadrante+

La bocca viene divisa in quattro zone: 1 superiore destra, 2 superiore sinistra, 3 inferiore sinistra, 4 inferiore destra, sempre riferite al lato del paziente. Nei denti da latte si usano i quadranti 5–8.

Incisivo+

È uno dei denti anteriori, progettato soprattutto per incidere e tagliare il cibo. Gli incisivi centrali sono i due denti più centrali del sorriso.

Canino+

È il dente più “appuntito” dell’arcata. Ha un ruolo importante nella guida dei movimenti mandibolari e nella continuità estetica del sorriso.

Premolare+

È il dente tra canino e molari. Ha una forma intermedia e partecipa alla triturazione del cibo.

Molare+

È un dente posteriore con superficie ampia e cuspidata, destinato soprattutto alla masticazione. I “denti del giudizio” sono i terzi molari.

Corona naturale+

È la parte del dente che emerge dalla gengiva. Attenzione: nel linguaggio odontoiatrico “corona” può anche indicare una corona protesica, cioè un manufatto che riveste il dente.

Radice+

È la parte del dente inserita nell’osso. All’interno contiene i canali radicolari, dove decorreva o decorre la polpa dentale.

Smalto+

È il tessuto molto mineralizzato che riveste la corona del dente. Non si rigenera come un tessuto vivo; per questo la conservazione di smalto sano è importante soprattutto nei trattamenti adesivi.

Dentina+

È il tessuto sotto lo smalto e costituisce gran parte del dente. È meno mineralizzata dello smalto e comunica con la polpa tramite microscopici tubuli.

Polpa dentale+

È il tessuto vitale interno al dente, ricco di nervi e vasi. Se si infiamma in modo irreversibile o si necrotizza può rendersi necessario un trattamento endodontico.

Parodonto+

È l’insieme dei tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare.

Mesiale / distale+

Mesiale significa verso il centro dell’arcata; distale significa nella direzione opposta, verso il fondo dell’arcata.

Vestibolare / palatale / linguale+

Vestibolare è la superficie verso labbra o guance; palatale è il lato interno dei denti superiori verso il palato; linguale è il lato interno dei denti inferiori verso la lingua.

Occlusale / incisale+

Occlusale è la superficie masticante di premolari e molari; incisale è il bordo tagliente dei denti anteriori.

Interprossimale+

È lo spazio o la superficie tra due denti vicini. È una zona importante perché carie e infiammazione gengivale possono svilupparsi senza essere immediatamente visibili.

Vocabolario

Diagnosi, radiografie e digitale

21 voci
MIH · Molar Incisor Hypomineralisation+

È un difetto qualitativo dello smalto che interessa soprattutto uno o più primi molari permanenti e può coinvolgere anche gli incisivi. Le aree colpite possono apparire bianco-crema o giallo-brune, essere sensibili e andare incontro a frattura post-eruttiva. La gestione dipende da gravità, età, sensibilità e collaborazione del bambino; la diagnosi precoce facilita prevenzione e protezione del dente.

Anamnesi+

È la raccolta della tua storia medica e odontoiatrica: malattie, farmaci, allergie, interventi, sintomi e precedenti cure. Serve a rendere il trattamento più sicuro e appropriato.

Esame obiettivo+

È la visita clinica vera e propria: il dentista osserva denti, gengive, mucose, occlusione e altri aspetti utili alla diagnosi.

Diagnosi+

È il nome del problema clinico identificato sulla base di sintomi, visita ed eventuali esami. Un preventivo ha più senso quando è collegato a una diagnosi e a un obiettivo di cura.

Prognosi+

È una stima ragionata di come un dente o una terapia potrà comportarsi nel tempo. Non è una garanzia: dipende da condizioni biologiche, qualità dei tessuti, abitudini e mantenimento.

Radiografia endorale+

È una piccola radiografia molto dettagliata di pochi denti. Viene spesso usata per carie, endodonzia, controllo di radici e osso vicino al dente.

Bite-wing+

È una radiografia che mostra contemporaneamente le corone dei denti posteriori superiori e inferiori. È particolarmente utile per cercare carie tra i denti e valutare alcuni livelli ossei.

Ortopantomografia / panoramica / OPT+

È una radiografia che offre una visione d’insieme di denti, mandibola, mascella e strutture vicine. È utile per orientarsi, ma non sostituisce automaticamente esami più mirati quando servono maggiori dettagli.

CBCT / TAC 3D dentale+

È un esame tridimensionale a raggi X. Può essere indicato, per esempio, in implantologia, endodonzia complessa o chirurgia. Non è “la radiografia migliore in assoluto”: va prescritta quando l’informazione 3D aggiunge un beneficio reale alla diagnosi o alla pianificazione.

Scanner intraorale+

È una telecamera che acquisisce in 3D denti e gengive e crea un’impronta digitale. Può sostituire in molti casi le impronte tradizionali e facilita misurazioni, progettazione e comunicazione.

Impronta digitale+

È il modello 3D ottenuto con lo scanner intraorale. Può essere inviato al laboratorio o usato per progettare protesi, allineatori, guide chirurgiche e mock-up.

Fotografie cliniche+

Sono immagini standardizzate del volto e della bocca. Servono per documentare, analizzare proporzioni e colore, confrontare nel tempo e comunicare con il laboratorio.

Sondaggio parodontale+

È la misurazione delicata dello spazio tra dente e gengiva con una sonda millimetrata. Serve a individuare sanguinamento, tasche e perdita di supporto parodontale.

Test di vitalità / sensibilità pulpare+

Sono prove che aiutano a capire la risposta della polpa dentale a stimoli termici o elettrici. Non misurano direttamente il “flusso di sangue”, ma contribuiscono alla diagnosi insieme agli altri dati.

Occlusione+

È il modo in cui i denti superiori e inferiori entrano in contatto, sia a bocca chiusa sia durante i movimenti mandibolari.

Mock-up+

È una prova del progetto estetico direttamente in bocca, spesso ottenuta da una progettazione preliminare. Permette di valutare forma, volumi, fonetica e percezione del sorriso prima di finalizzare il trattamento.

Wax-up / ceratura diagnostica+

È una simulazione della forma futura dei denti realizzata fisicamente o digitalmente. È uno strumento di progettazione: da qui può derivare il mock-up.

Teleradiografia e analisi cefalometrica+

La teleradiografia è un’immagine radiografica del cranio, spesso laterale. L’analisi cefalometrica permette di misurare rapporti tra ossa, denti e profilo facciale per integrare, quando indicato, lo studio ortodontico.

Lesione della mucosa orale+

È un’alterazione del rivestimento interno della bocca: può presentarsi come macchia, rilievo o ulcerazione. Le cause sono diverse e non si possono distinguere sempre dalla sola fotografia; una lesione persistente merita una valutazione clinica.

Biopsia orale+

È il prelievo di un piccolo campione di tessuto da esaminare al microscopio. Può essere indicato quando una lesione della bocca richiede una diagnosi più precisa; non significa automaticamente che si tratti di un tumore.

Screening del tumore del cavo orale+

È l’esame sistematico delle mucose orali per individuare alterazioni che richiedano ulteriori accertamenti. Non sostituisce l’eventuale biopsia e non garantisce di escludere ogni patologia.

Vocabolario

Carie, ricostruzioni ed endodonzia

18 voci
Carie+

È una malattia dei tessuti duri del dente legata all’attività batterica del biofilm e alla disponibilità di zuccheri fermentabili. Può andare da una demineralizzazione iniziale a una cavità profonda vicina alla polpa.

Carie secondaria / infiltrazione+

Nel linguaggio comune si parla spesso di “infiltrazione” quando compare una nuova carie al margine di un vecchio restauro. Non ogni linea scura o margine pigmentato significa però che l’otturazione debba essere sostituita.

Otturazione / restauro diretto+

È la ricostruzione del dente eseguita direttamente in bocca, oggi spesso con resina composita. Serve a ripristinare forma e funzione dopo carie, fratture o perdita di tessuto.

Composito+

È un materiale resinoso rinforzato con particelle minerali. Viene utilizzato per otturazioni, ricostruzioni estetiche e, in casi selezionati, modifiche additive della forma dei denti.

Intarsio+

È un restauro prodotto fuori dalla bocca o con workflow CAD/CAM e poi incollato al dente. Può essere indicato quando la perdita di tessuto è maggiore di quella gestibile con una semplice otturazione ma non richiede necessariamente una corona completa.

Onlay / overlay+

Sono restauri indiretti che ricoprono una o più cuspidi. Il termine overlay indica di solito una copertura più estesa della superficie masticante.

Incappucciamento pulpare+

È una procedura biologica mirata a proteggere e mantenere vitale la polpa in condizioni selezionate. L’indicazione dipende da diagnosi, contaminazione, quantità di tessuto residuo e possibilità di ottenere una chiusura affidabile.

Pulpite+

È l’infiammazione della polpa. Può essere reversibile o irreversibile: sintomi, durata del dolore, test clinici e radiografie aiutano a distinguere le situazioni.

Necrosi pulpare+

Significa che la polpa ha perso vitalità. Il dente può essere dolorante oppure sorprendentemente asintomatico; la diagnosi richiede test clinici e radiografici.

Devitalizzazione / terapia canalare / trattamento endodontico+

Sono modi diversi per indicare la pulizia, disinfezione, sagomatura e sigillatura dei canali radicolari quando la polpa è irreversibilmente compromessa o necrotica. L’obiettivo è conservare il dente e controllare l’infezione.

Ritrattamento endodontico+

È la ripetizione di una terapia canalare già eseguita quando persistono o ricompaiono problemi, per esempio per infezione, anatomia non trattata o perdita del sigillo.

Lesione periapicale+

È un’alterazione dell’osso attorno alla punta della radice, spesso legata a infezione endodontica. Nel linguaggio comune viene talvolta chiamata “granuloma”, anche se la natura esatta della lesione non si stabilisce soltanto da una radiografia.

Apicectomia / chirurgia endodontica+

È un intervento chirurgico sulla parte terminale della radice, usato in casi selezionati quando l’approccio attraverso i canali non è sufficiente o praticabile.

Ricostruzione pre-protesica+

È il ripristino della parte di dente mancante prima di una corona o di un altro restauro indiretto. Serve a creare una struttura adeguata per la fase successiva.

Perno in fibra+

È un piccolo elemento inserito nel canale di un dente trattato endodonticamente quando manca sufficiente struttura coronale per sostenere la ricostruzione. Non “rinforza” automaticamente il dente: serve soprattutto a trattenere la ricostruzione quando necessario.

Diga di gomma+

È un foglio elastico che isola uno o più denti dalla saliva. È particolarmente importante nei trattamenti adesivi e in endodonzia per controllo dell’umidità, visibilità e sicurezza.

Frattura dentale e incrinatura+

Una frattura è una rottura del dente; un’incrinatura può essere più difficile da riconoscere. Trattamento e prognosi dipendono da profondità, direzione, sintomi e interessamento della radice.

Endodonzia meccanica / strumenti rotanti+

È la preparazione dei canali radicolari mediante piccoli strumenti azionati da un motore endodontico, spesso in leghe di nichel-titanio. La sagomatura si associa a irrigazione e disinfezione; il dispositivo, da solo, non determina il successo della cura.

Vocabolario

Gengive, igiene e parodontologia

20 voci
Placca / biofilm+

È una comunità organizzata di microrganismi aderente ai denti. Una buona igiene domiciliare ne riduce l’accumulo e contribuisce a prevenire carie e malattie gengivali.

Tartaro / calcolo+

È placca mineralizzata. Una volta formato aderisce alla superficie dentale e viene rimosso professionalmente con strumenti manuali e/o sonici-ultrasonici.

Ablazione del tartaro / detartrasi+

È la rimozione professionale di tartaro e depositi sopra-gengivali e, quando necessario, in aree accessibili sotto gengiva. “Pulizia dei denti” è il termine comune, ma la procedura può avere finalità preventive o terapeutiche diverse.

Air polishing / Airflow+

È una tecnica che usa aria, acqua e polveri specifiche per rimuovere biofilm e pigmentazioni. Non sostituisce sempre la rimozione del tartaro duro.

Gengivite+

È un’infiammazione della gengiva, spesso associata a biofilm, caratterizzata da arrossamento e sanguinamento. In genere non comporta perdita di attacco parodontale e può regredire con controllo efficace della causa.

Parodontite+

È una malattia infiammatoria che comporta perdita del supporto del dente, inclusi attacco e osso. Richiede diagnosi, terapia causale e mantenimento nel tempo.

Tasca parodontale+

È un aumento patologico della profondità del solco tra dente e gengiva. La misura in millimetri è solo una parte della valutazione: conta anche sanguinamento, perdita di attacco, anatomia e risposta alla terapia.

Levigatura radicolare / strumentazione sottogengivale+

È la rimozione controllata di biofilm e depositi sotto gengiva nelle aree colpite da parodontite. Oggi si parla spesso di strumentazione sottogengivale più che di “curettage”.

Mantenimento parodontale+

Sono richiami periodici personalizzati dopo la terapia della parodontite. Servono a controllare infiammazione, igiene, tasche residue e fattori di rischio.

Recessione gengivale+

È lo spostamento del margine gengivale verso la radice, con esposizione di una parte radicolare. Può avere implicazioni estetiche, di sensibilità e di pulibilità.

Innesto gengivale / connettivale+

È una procedura mucogengivale che usa tessuto del paziente o materiali selezionati per aumentare spessore gengivale e, in alcune indicazioni, coprire recessioni.

Allungamento di corona clinica+

È un intervento che modifica gengiva e talvolta osso per esporre più struttura dentale. Può essere necessario per motivi restaurativi o, in casi selezionati, estetici.

Mobilità dentale+

È il movimento del dente oltre quello fisiologico. Può dipendere da perdita di supporto parodontale, trauma occlusale, infiammazione o altre cause.

Furcazione+

È la zona in cui le radici di un dente pluriradicolato si dividono. Se la parodontite raggiunge questa zona, la gestione può diventare più complessa.

GBT / Guided Biofilm Therapy+

È un protocollo di igiene professionale guidato dall’identificazione del biofilm, con strumenti e passaggi scelti secondo il paziente. Può includere rimozione del biofilm mediante polveri e trattamento del tartaro; non sostituisce la terapia parodontale quando necessaria.

Sanguinamento al sondaggio / BOP+

È il sanguinamento osservato durante la misurazione con sonda parodontale. È un segnale clinico utile di infiammazione gengivale, interpretato insieme a profondità delle tasche e altri dati.

Stadio e grado della parodontite+

Lo stadio descrive soprattutto gravità e complessità della malattia parodontale; il grado valuta la velocità probabile di progressione e alcuni fattori di rischio. Aiutano a personalizzare il piano di cura.

Mucosite perimplantare+

È un’infiammazione dei tessuti molli intorno a un impianto, senza la perdita ossea progressiva caratteristica della perimplantite. È importante riconoscerla e trattare biofilm e fattori di rischio.

Perimplantite+

È una condizione infiammatoria che interessa i tessuti attorno a un impianto e si associa a perdita progressiva dell’osso di supporto. Richiede diagnosi e trattamento specifici: un impianto non è immune dalle malattie dei tessuti circostanti.

Alitosi / cattivo odore orale+

È un odore sgradevole dell’alito che può dipendere da lingua, gengive, igiene o altre condizioni. Si affronta individuando la causa, non soltanto coprendola con collutori o profumi.

Vocabolario

Protesi, estetica e materiali

25 voci
Corona protesica / capsula+

È un restauro che ricopre gran parte o tutta la parte visibile di un dente preparato. “Capsula” è il termine colloquiale; “corona” è quello tecnico.

Veneers / Faccette dentali+

“Veneer” è il termine inglese comunemente usato per indicare la faccetta dentale. È un sottile restauro, generalmente in ceramica o composito, applicato soprattutto sulla superficie esterna dei denti anteriori. Può essere indicato per specifici problemi di forma, colore, usura o proporzioni; non è la soluzione universale per ogni difetto estetico.

Ponte+

È una protesi fissa che sostituisce uno o più denti mancanti appoggiandosi a denti o impianti vicini. La scelta tra ponte e impianto dipende dallo stato dei denti adiacenti, osso, occlusione, igiene e altre variabili.

Provvisorio+

È un restauro temporaneo usato durante alcune fasi terapeutiche. Può proteggere il dente, mantenere estetica e funzione, condizionare tessuti e permettere di testare forma e occlusione prima del definitivo.

Ceramica+

È una famiglia di materiali dentali estetici, non un singolo materiale. Disilicato di litio e zirconia, per esempio, hanno proprietà e indicazioni differenti.

Disilicato di litio+

È una vetroceramica utilizzata per restauri adesivi, faccette, intarsi e corone in indicazioni selezionate. È apprezzata per proprietà ottiche e possibilità di adesione.

Zirconia+

È una ceramica policristallina ad alta resistenza disponibile in diverse formulazioni e traslucenze. Può essere usata monolitica o stratificata; scelta, spessore, finitura e protocollo di cementazione dipendono dal caso.

Monolitico+

Significa che il restauro è realizzato principalmente da un unico corpo di materiale, senza uno strato estetico esteso sovrapposto. Non significa automaticamente “migliore” o “peggiore”.

Stratificato+

Indica un restauro nel quale viene aggiunta ceramica estetica su una struttura o su un nucleo. Può offrire particolari possibilità estetiche, ma la scelta dipende dall’indicazione.

Cementazione adesiva+

È l’unione del restauro al dente mediante sistemi adesivi e cementi resinosi. Il protocollo varia in base al materiale del restauro e al substrato dentale.

Colore / tinta / valore+

Il colore dentale non è solo “A1 o A2”. Il risultato estetico dipende anche da luminosità, traslucenza, opalescenza, caratterizzazioni e contesto del volto.

Smile design / progettazione estetica+

È l’analisi delle proporzioni del sorriso e la simulazione di possibili modifiche. È uno strumento di comunicazione e progettazione, non una garanzia automatica del risultato.

Riabilitazione estetico-funzionale+

È un piano che coinvolge più denti e mira a ripristinare insieme funzione, stabilità, salute dei tessuti ed estetica. Può includere tecniche additive, restauri diretti, intarsi, corone, faccette, ortodonzia o impianti in combinazioni diverse.

Bruxismo+

È un’attività dei muscoli masticatori che può manifestarsi con serramento o digrignamento. Non tutte le usure dentali sono dovute al bruxismo e un bite non elimina necessariamente la causa.

Bite / placca occlusale+

È un dispositivo rimovibile che modifica i contatti tra i denti. Può essere indicato per protezione dei denti, gestione di alcune condizioni muscolo-articolari o controllo dell’usura, secondo diagnosi.

Usura dentale / attrizione+

È la perdita progressiva di tessuto dentale per contatto tra denti, anche durante serramento o digrignamento. L’usura non dimostra da sola un bruxismo attivo e non implica automaticamente una riduzione della DVO.

Erosione dentale+

È la perdita chimica di tessuto dentale dovuta ad acidi non prodotti dai batteri della carie, per esempio alimentari o gastrici. Può sommarsi a usura meccanica e richiede di individuare i fattori causali.

Faccette no-prep / mini-invasive+

Sono faccette che richiedono una preparazione minima o, in casi selezionati, nessuna rimozione di smalto. Non sono indicate automaticamente per ogni sorriso: spazio, posizione dentale, occlusione e spessore devono essere valutati.

Preparazione protesica / moncone+

È la modifica controllata della forma di un dente per consentire l’alloggiamento di una corona o di un altro restauro. La quantità di tessuto rimossa dipende dal materiale, dalla situazione iniziale e dal progetto clinico.

Margine protesico / linea di finitura+

È il confine tra la preparazione del dente e il restauro. La sua forma e posizione sono importanti per precisione, pulizia e salute dei tessuti gengivali.

Profilo di emergenza+

È la forma della corona o del provvisorio nella zona in cui emerge dalla gengiva. Influenza la transizione estetica e la possibilità di mantenere puliti i tessuti.

BOPT / preparazione verticale+

È un approccio di preparazione protesica verticale e gestione dei tessuti gengivali, spesso associato a provvisori modellati con attenzione. Non è adatto a ogni situazione e richiede controllo dei margini e della salute parodontale.

CAD/CAM dentale+

Significa progettazione e realizzazione assistite dal computer. È utilizzato per restauri, corone e altri dispositivi, ma la precisione finale dipende anche da scansione, materiale, lavorazione e controllo clinico.

Protesi mobile / rimovibile+

È una protesi che il paziente può rimuovere per l’igiene, totale o parziale. Le possibilità di stabilità e comfort dipendono dalle condizioni anatomiche e dal progetto.

Effetto ferula / ferrule+

È il contributo meccanico dato da una fascia continua di dente sano residuo che una corona può abbracciare. È un fattore importante nella prognosi di alcuni denti molto ricostruiti, soprattutto dopo terapia canalare.

Vocabolario

Gnatologia, ATM e dimensione verticale

15 voci
DVO / Dimensione verticale di occlusione+

È la distanza verticale tra due punti di riferimento del viso, per esempio nella zona del naso e del mento, quando le arcate sono in contatto nella posizione occlusale considerata. Non si ricava dalla sola altezza dei denti anteriori.

Aumento della DVO / aumento della dimensione verticale+

È una modifica programmata dell’altezza con cui le arcate chiudono, ottenuta per esempio con restauri protesici o altri interventi. Può servire in riabilitazioni selezionate; richiede valutazione di spazio protesico, estetica, funzione, tessuti e capacità di adattamento. Non è una cura automatica per i disturbi dell’ATM.

DVR / Dimensione verticale a riposo+

È la distanza verticale tra punti facciali di riferimento quando la mandibola è in una posizione di riposo fisiologico, senza contatto abituale tra i denti. Si distingue dalla DVO, misurata con le arcate in occlusione.

Spazio libero interocclusale / freeway space+

È lo spazio tra le arcate quando la mandibola è in riposo, rispetto alla loro posizione a denti in contatto. È variabile tra persone e situazioni: non si può decidere una terapia sulla base di un valore isolato.

Relazione centrica / RC+

È un riferimento clinico relativo alla posizione della mandibola e dei condili articolari, indipendente da come i denti combaciano. Può essere utilizzato in valutazioni e riabilitazioni protesiche complesse.

Massima intercuspidazione / MI+

È la posizione in cui i denti superiori e inferiori raggiungono il maggior numero e la migliore stabilità di contatti secondo l’occlusione individuale. Non coincide necessariamente con la relazione centrica.

Guida anteriore e guida canina+

Descrivono il contributo dei denti anteriori o dei canini nel guidare alcuni movimenti della mandibola. L’organizzazione dei contatti varia e deve essere valutata nel contesto della funzione del singolo paziente.

Disclusione+

È la separazione di determinati denti durante un movimento mandibolare, guidata dai contatti presenti in altri settori dell’arcata. Può essere un parametro utile nello studio dell’occlusione.

ATM / Articolazione temporo-mandibolare+

È l’articolazione che collega la mandibola al cranio, davanti all’orecchio. Partecipa all’apertura, alla chiusura e ai movimenti della bocca.

DTM / Disturbi temporo-mandibolari+

Sono un gruppo di condizioni che possono interessare articolazione temporo-mandibolare e muscoli masticatori, con dolore, limitazioni o rumori articolari. Non dipendono necessariamente da un singolo contatto dentale e richiedono diagnosi specifica.

Click articolare / scatto mandibolare+

È un rumore percepito durante alcuni movimenti della mandibola, talvolta associato al movimento del disco articolare. Da solo, in assenza di dolore o limitazioni, non implica necessariamente una malattia da trattare.

Dolore miofasciale masticatorio+

È un dolore che interessa i muscoli della masticazione o le strutture a essi collegate. La valutazione distingue le possibili cause muscolari, articolari e odontogene.

Registrazione del morso / registrazione occlusale+

È la rilevazione della relazione tra le due arcate in una posizione definita, con materiali o strumenti digitali. Serve a trasferire al laboratorio e al progetto clinico informazioni sulla chiusura.

Deprogrammazione neuromuscolare+

È un insieme di manovre o dispositivi temporanei usati in alcune valutazioni per ridurre l’influenza dei contatti dentali abituali sulla chiusura. Non è di per sé una terapia universale per dolore o bruxismo.

Analisi occlusale+

È lo studio dei contatti dentali a bocca chiusa e durante i movimenti mandibolari. Fa parte dell’esame funzionale e non si esaurisce nel segno lasciato dalla carta articolare.

Vocabolario

Chirurgia e implantologia

20 voci
Estrazione / avulsione+

È la rimozione di un dente. Prima di estrarre, quando clinicamente sensato, si valuta se il dente possa essere mantenuto con una prognosi ragionevole e quale sarà il piano per lo spazio residuo.

Dente incluso+

È un dente che non è erotto normalmente e rimane parzialmente o completamente nell’osso o sotto la gengiva, come accade spesso con alcuni denti del giudizio.

Impianto dentale+

È una componente, generalmente in titanio o materiali specifici, inserita nell’osso per sostituire la radice di un dente mancante e supportare una protesi. Sostituisce un dente perso: non è un “dente naturale più forte”.

Osteointegrazione+

È il processo biologico con cui l’osso stabilisce un contatto stabile con la superficie implantare. Richiede tempo e può essere influenzato da condizioni locali e generali.

Abutment / moncone implantare+

È la componente che collega l’impianto alla corona o alla protesi. Può essere prefabbricata o personalizzata.

Carico immediato+

Significa collegare una protesi provvisoria o definitiva all’impianto in tempi molto brevi dall’inserimento. Non è indicato in tutti i casi: dipende da stabilità primaria, osso, occlusione e piano riabilitativo.

Chirurgia guidata+

È un approccio in cui posizione implantare e protesi vengono pianificate digitalmente e una guida può trasferire il progetto alla chirurgia. La tecnologia migliora il controllo del processo ma non elimina la necessità di diagnosi e giudizio clinico.

Rigenerazione ossea / GBR+

È una procedura per ricostruire o aumentare il volume osseo in zone carenti, spesso usando biomateriali, membrane e/o osso del paziente. Non è necessaria in ogni impianto.

Innesto osseo+

È l’aggiunta di materiale osseo o sostitutivo per supportare una ricostruzione. Origine e tipo del materiale dipendono dall’indicazione.

Rialzo del seno mascellare+

È una procedura per aumentare l’altezza ossea nella zona posteriore del mascellare superiore quando il seno mascellare limita il volume disponibile per un impianto.

Preservazione alveolare+

È una procedura eseguita al momento o subito dopo un’estrazione per limitare la perdita di volume del sito e facilitare una futura riabilitazione. Non annulla completamente il fisiologico rimodellamento dell’osso.

Guarigione per prima / seconda intenzione+

Sono modi diversi con cui una ferita chirurgica può chiudersi. La scelta dipende dal tipo di intervento e dalla gestione dei tessuti.

Sutura+

È la chiusura o stabilizzazione dei tessuti con punti. Il tipo di filo e il tempo di rimozione variano in base all’intervento.

Protesi avvitata / cementata su impianti+

Una corona implantare può essere fissata con una vite o con un cemento, secondo il progetto. Entrambe le opzioni hanno vantaggi e limiti.

Stabilità primaria e torque di inserimento+

La stabilità primaria è la tenuta meccanica iniziale dell’impianto nell’osso. Il torque di inserimento, espresso in Ncm, è uno dei parametri che la descrivono, ma non misura da solo l’osteointegrazione né stabilisce automaticamente quando caricare l’impianto.

Vite di guarigione+

È un componente temporaneo che attraversa la gengiva per guidare la guarigione dei tessuti attorno a un impianto. Non coincide con la corona definitiva.

Guarigione transmucosa / sommersa+

Con guarigione transmucosa un componente dell’impianto emerge attraverso la gengiva; con guarigione sommersa l’impianto viene inizialmente coperto dai tessuti. La scelta dipende dal caso clinico.

Impianto post-estrattivo+

È un impianto inserito nella sede di un dente appena estratto, quando le condizioni locali lo consentono. Non significa necessariamente che il nuovo dente venga caricato subito.

Chirurgia piezoelettrica / piezosurgery+

È una tecnologia che utilizza vibrazioni ultrasoniche per effettuare tagli ossei controllati in procedure selezionate. Offre caratteristiche operative specifiche, ma non elimina i rischi della chirurgia.

ISQ / analisi della frequenza di risonanza+

È una misurazione strumentale della stabilità implantare basata sulla risposta a una vibrazione. Completa la valutazione clinica, ma un singolo valore non basta per decidere il carico o prevedere il successo dell’impianto.

Vocabolario

Ortodonzia e allineatori

23 voci
Malocclusione+

È un rapporto non ideale tra denti e/o basi ossee. Può riguardare allineamento, chiusura, funzione o estetica e non sempre richiede trattamento.

Affollamento+

È la mancanza di spazio sufficiente per allineare correttamente i denti nell’arcata.

Diastema+

È uno spazio tra due denti, spesso visibile tra gli incisivi centrali.

Overjet+

È la distanza orizzontale tra incisivi superiori e inferiori. Un overjet aumentato significa che i superiori sono più avanzati rispetto agli inferiori.

Overbite+

È la sovrapposizione verticale degli incisivi superiori su quelli inferiori. Può essere aumentato, ridotto o assente.

Morso aperto+

È una situazione in cui alcuni denti non entrano in contatto quando le arcate sono chiuse, spesso nella zona anteriore ma non solo.

Morso crociato / cross-bite+

È una relazione trasversale invertita: uno o più denti superiori chiudono internamente rispetto agli inferiori.

Allineatore trasparente+

È una mascherina rimovibile che applica forze programmate per spostare gradualmente i denti. Il risultato dipende da diagnosi, progettazione, collaborazione e controlli.

Attachment+

È un piccolo rilievo in composito incollato temporaneamente al dente per permettere all’allineatore di esercitare determinati movimenti.

IPR / stripping+

È la riduzione controllata di piccolissime quantità di smalto tra denti adiacenti per creare spazio o migliorare i contatti. Va pianificata e misurata.

Elastici+

Sono piccoli elastici usati in alcuni trattamenti per applicare forze tra arcata superiore e inferiore o tra specifici denti.

Refinement / rifinitura+

È una fase aggiuntiva con nuovi allineatori quando, dopo la prima serie, alcuni movimenti devono essere perfezionati.

Contenzione+

È la fase successiva al trattamento ortodontico che mira a mantenere i denti nella nuova posizione. Può essere rimovibile, fissa o combinata.

Retainer fisso+

È un sottile filo incollato sulla superficie interna di alcuni denti anteriori per contribuire al mantenimento della posizione nel tempo.

Deep bite / morso profondo+

È un’eccessiva sovrapposizione verticale degli incisivi superiori su quelli inferiori quando si chiude la bocca. È diverso dall’overjet, che misura la distanza orizzontale tra incisivi.

Classe I / II / III di Angle+

Sono categorie usate per descrivere i rapporti tra i denti delle due arcate. La II classe e la III classe possono associarsi a discrepanze dentali e/o scheletriche, che vanno valutate separatamente.

Morso inverso anteriore+

Si verifica quando uno o più incisivi inferiori si trovano davanti ai corrispondenti superiori nella chiusura. Può avere cause dentali, funzionali o scheletriche.

Morso testa a testa+

È una chiusura in cui i bordi degli incisivi superiori e inferiori si incontrano direttamente. Può essere associata a usura e richiede valutazione della funzione.

Curva di Spee+

È la curvatura antero-posteriore del piano occlusale osservabile soprattutto nell’arcata inferiore. Può essere considerata nella pianificazione della correzione del morso profondo.

Ortodonzia intercettiva+

È un trattamento ortodontico in età evolutiva mirato a intercettare alcuni problemi di crescita, eruzione o occlusione. Non significa che ogni bambino debba iniziare precocemente l’apparecchio.

Espansione del palato / disgiuntore+

È un trattamento finalizzato ad aumentare la larghezza dell’arcata superiore in pazienti selezionati. Tipo di apparecchio, limiti e tempi dipendono dall’età e dalla diagnosi.

Intrusione / estrusione dentale+

Sono movimenti ortodontici verticali: intrusione significa spostare un dente verso l’interno dell’osso alveolare; estrusione spostarlo nella direzione opposta. Possono contribuire alla correzione di alcuni morsi profondi o aperti.

Torque ortodontico+

In ortodonzia descrive il controllo dell’inclinazione vestibolo-linguale della radice e della corona tramite l’apparecchio. È diverso dal torque di inserimento implantare, che indica una coppia meccanica misurata in Ncm.

Vocabolario

Odontoiatria pediatrica e prevenzione

7 voci
Dentizione decidua / denti da latte+

È l’insieme dei primi denti dell’infanzia. Anche se destinati a essere sostituiti, servono per masticazione, fonazione, sviluppo e mantenimento degli spazi.

Dentizione mista+

È la fase in cui sono presenti contemporaneamente denti da latte e denti permanenti. È un periodo importante per monitorare eruzione e rapporti tra le arcate.

Pedodonzia / odontoiatria pediatrica+

È l’odontoiatria dedicata alla prevenzione e cura dei bambini e degli adolescenti, con attenzione a crescita, comportamento e sviluppo dentale.

Sigillatura dei solchi+

È l’applicazione di un materiale protettivo nei solchi dei denti, soprattutto dei molari, per ridurre il rischio di carie in pazienti selezionati. Non sostituisce igiene e controllo dell’alimentazione.

Fluoroprofilassi+

È l’uso appropriato del fluoro, tramite dentifrici e, quando indicato, applicazioni professionali, per favorire la prevenzione della carie. Dose e modalità dipendono da età e rischio individuale.

Pulpotomia+

È la rimozione della parte coronale della polpa in determinate condizioni cliniche, con l’obiettivo di conservare il dente e la sua funzione quando possibile. Indicazioni e materiali variano fra denti decidui e permanenti.

OSAS / apnea ostruttiva del sonno+

È una condizione caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree durante il sonno. La diagnosi è medica; l’odontoiatra può riconoscere segnali e, in pazienti selezionati, partecipare a percorsi multidisciplinari.

Come leggere queste voci. Alcune sono varianti innocue, altre indicano malattie o semplici segni clinici. Non è possibile riconoscere una lesione dalla sola descrizione o da una fotografia. Se una macchia, un’ulcera o un nodulo resta inspiegato per circa due settimane, o presenta indurimento, sanguinamento o crescita, è opportuno un esame clinico. Le definizioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione clinica. Approfondisci la patologia orale e la prevenzione del tumore →
Patologia e medicina orale

Patologia orale: segni, anatomia e varianti non patologiche

22 voci
Mucosa orale+

È il rivestimento interno di guance, labbra, palato, lingua e pavimento della bocca. Colore, consistenza e aspetto possono variare normalmente da una sede all’altra.

Macula orale+

È una zona di colore diverso dalla mucosa circostante, senza rilievo percepibile. La causa può essere innocua oppure richiedere una valutazione: il solo colore non basta per una diagnosi.

Papula+

Piccolo rilievo solido della mucosa. Può avere cause differenti e va interpretato in base a sede, durata, numero e aspetto.

Placca della mucosa+

Area visibilmente rilevata o ispessita, bianca, rossa o di altro colore. Il termine descrive una forma, non una diagnosi.

Nodulo orale+

Rigonfiamento localizzato, spesso palpabile. Può essere infiammatorio, reattivo, cistico o tumorale: se persiste deve essere esaminato.

Vescicola+

Piccola raccolta di liquido che può rompersi e lasciare un’erosione. Può comparire, ad esempio, in alcune infezioni virali.

Bolla della mucosa+

Raccolta di liquido di dimensioni maggiori rispetto a una vescicola. Le bolle possono rompersi rapidamente, per cui il medico vede soltanto le erosioni successive.

Erosione della mucosa+

Perdita superficiale dell’epitelio orale. Può dare bruciore o dolore e non equivale necessariamente a un’ulcera profonda.

Ulcera orale+

Interruzione del rivestimento della mucosa che può essere dolorosa o non dare sintomi. Un’ulcera inspiegata che persiste per circa due settimane va valutata.

Eritema orale+

Arrossamento della mucosa che può essere dovuto a irritazione, infiammazione, infezione o altre condizioni. La valutazione dipende anche da distribuzione e persistenza.

Ipercheratosi+

Ispessimento dello strato superficiale della mucosa, spesso visibile come area biancastra. Può essere reattivo a sfregamento, ma richiede diagnosi differenziale se persiste.

Linea alba della guancia+

Sottile striscia biancastra lungo la linea di contatto tra i denti sulla mucosa della guancia. Spesso è una risposta benigna allo sfregamento.

Granuli di Fordyce+

Piccoli puntini giallastri, soprattutto su guance o labbra, che corrispondono a ghiandole sebacee in sede ectopica. Sono una variante anatomica benigna.

Lingua fissurata+

Lingua con solchi di profondità variabile sulla superficie dorsale. È frequentemente una variante benigna; talvolta serve particolare attenzione all’igiene dei solchi.

Lingua geografica+

Aree lisce e rossastre della lingua, contornate da bordi più chiari, che possono cambiare posizione nel tempo. È generalmente benigna, ma può causare bruciore.

Lingua villosa / lingua nera+

Allungamento delle papille della lingua con aspetto peloso e possibile colorazione scura. Può essere favorito da fumo, farmaci e alterazioni dell’igiene orale; non è di per sé un tumore.

Lingua saburrale+

Patina bianca o giallastra sulla lingua legata ad accumulo di residui e microrganismi. Va distinta dalla candidosi e da altre lesioni che non si rimuovono facilmente.

Varici sublinguali+

Piccole dilatazioni venose bluastre, più frequenti sotto la lingua negli adulti. Spesso sono benigne; una lesione nuova o atipica va comunque esaminata.

Glossite rombica mediana+

Area liscia e arrossata sulla linea mediana del dorso della lingua, talvolta associata a Candida. La diagnosi dipende dall’aspetto e dal contesto clinico.

Morsicatio buccarum+

Alterazione superficiale biancastra e irregolare della guancia dovuta a morsicamento o sfregamento ripetuto. Deve essere distinta da altre lesioni bianche persistenti.

Leucoedema+

Aspetto diffusamente bianco-grigiastro e opalescente della mucosa delle guance, spesso bilaterale, che tende ad attenuarsi quando la mucosa viene distesa. È una variante benigna.

Torus palatino / mandibolare+

Protuberanza ossea benigna del palato o della faccia interna della mandibola. Non è un tumore; di solito richiede attenzione solo se interferisce con funzione o protesi.

Patologia e medicina orale

Patologia orale: infezioni e lesioni ricorrenti

21 voci
Candidosi orale / mughetto+

Infezione opportunistica causata da lieviti del genere Candida. Può provocare placche biancastre asportabili, aree rosse o bruciore; fattori come protesi, bocca secca e farmaci possono favorirla.

Candidosi pseudomembranosa+

Forma di candidosi con placche biancastre che spesso si rimuovono lasciando mucosa arrossata. Richiede conferma clinica e ricerca delle cause predisponenti.

Candidosi eritematosa+

Forma di candidosi che appare soprattutto come mucosa arrossata e bruciante, talvolta sotto una protesi o dopo antibiotici.

Stomatite da protesi+

Arrossamento della mucosa a contatto con una protesi mobile, favorito da vari fattori, fra cui biofilm, Candida e uso prolungato della protesi.

Cheilite angolare+

Infiammazione o fissurazione degli angoli della bocca. Può essere associata a umidità, Candida, batteri, fattori protesici o carenze nutrizionali.

Herpes labiale+

Infezione da herpes simplex che può recidivare con piccole vescicole dolorose al bordo delle labbra, poi croste. È contagiosa durante le fasi attive.

Gengivostomatite erpetica primaria+

Prima manifestazione orale dell’infezione da herpes simplex, più comune nei bambini: può causare febbre, gengive infiammate e numerose ulcerazioni dolorose.

Herpes intraorale ricorrente+

Recidiva di herpes simplex all’interno della bocca, spesso su palato duro o gengiva aderente. Va distinto dalle afte, che prediligono altre sedi.

Herpes zoster orale+

Riattivazione del virus varicella-zoster che può provocare dolore e lesioni lungo il territorio di un nervo, spesso da un solo lato. Richiede tempestiva valutazione clinica.

Aftosi orale ricorrente+

Comparsa periodica di ulcere dolorose, di solito sulla mucosa non cheratinizzata. Non è contagiosa; forme severe o associate ad altri sintomi possono richiedere approfondimenti.

Afta maggiore+

Ulcera aftosa più grande e profonda delle afte comuni, con guarigione potenzialmente lenta. Necessita di valutazione se frequente o particolarmente estesa.

Afte erpetiformi+

Numerose piccole ulcere aftose raggruppate, che ricordano l’herpes nell’aspetto ma non sono causate dal virus herpes simplex.

Malattia mani-piedi-bocca+

Infezione virale frequente nei bambini che può provocare lesioni dolorose in bocca e un’eruzione su mani e piedi.

Herpangina+

Infezione virale, spesso pediatrica, con febbre e piccole lesioni dolorose soprattutto nella parte posteriore della bocca e della gola.

HPV del cavo orale+

Papillomavirus umano: alcuni tipi causano lesioni verrucose benigne, altri sono associati a tumori, soprattutto dell’orofaringe. Un’infezione HPV non equivale a una diagnosi oncologica.

Papilloma squamoso orale+

Piccola escrescenza benigna della mucosa, talvolta associata a tipi di HPV a basso rischio. La diagnosi va confermata quando l’aspetto non è tipico.

Verruca volgare orale+

Lesione benigna verrucosa collegata ad alcuni tipi di HPV. Può somigliare ad altre escrescenze e richiedere valutazione differenziale.

Condiloma orale+

Lesione della mucosa talvolta associata a tipi di HPV e trasmissibile per contatto. Aspetto e contesto clinico guidano gli accertamenti appropriati.

Iperplasia epiteliale focale / malattia di Heck+

Condizione generalmente benigna con molte piccole papule della mucosa, associata a particolari tipi di HPV, più frequente nei giovani.

Leucoplachia villosa orale+

Placca bianca corrugata, spesso sui margini laterali della lingua, associata al virus Epstein-Barr e a condizioni di immunodepressione. Non è la comune leucoplachia potenzialmente maligna.

Sifilide orale+

Infezione sessualmente trasmissibile che può dare ulcere, placche o altre lesioni della bocca. Aspetto e sede da soli non consentono la diagnosi; servono esami appropriati.

Patologia e medicina orale

Patologia orale: infiammazione, autoimmunità e sintomi

17 voci
Lichen planus orale+

Malattia infiammatoria immunomediata che può produrre strie bianche reticolari, arrossamenti o erosioni. Alcuni quadri richiedono biopsia e controlli nel tempo per il rischio, generalmente basso, di trasformazione maligna.

Lesione lichenoide orale+

Alterazione che assomiglia al lichen planus ma può essere associata anche a farmaci o materiali. La diagnosi differenziale è importante e talvolta richiede biopsia.

Gengivite desquamativa+

Aspetto clinico caratterizzato da gengive arrossate, fragili e desquamanti. Non indica una singola malattia: può comparire nel lichen erosivo, nel pemfigoide e in altre patologie.

Pemfigo volgare+

Malattia autoimmune che può causare vescicole fragili ed estese erosioni dolorose della bocca e talvolta della pelle. Richiede diagnosi specialistica tempestiva.

Pemfigoide delle mucose+

Malattia autoimmune bollosa che può colpire bocca e occhi. Quando interessa la congiuntiva richiede particolare attenzione per il rischio di cicatrici.

Eritema multiforme orale+

Reazione infiammatoria acuta che può dare erosioni estese e croste sulle labbra, talvolta dopo infezioni o farmaci. Le forme importanti richiedono valutazione rapida.

Sindrome di Stevens-Johnson+

Reazione mucocutanea grave, spesso associata a farmaci, con erosioni diffuse e possibile interessamento di occhi e pelle. È una situazione urgente che richiede assistenza ospedaliera.

Lupus eritematoso orale+

Una malattia autoimmune sistemica o cutaneo-mucosa può provocare alterazioni della bocca che ricordano il lichen. La diagnosi dipende dal quadro generale.

Sindrome di Sjögren+

Malattia autoimmune che interessa frequentemente le ghiandole salivari e lacrimali. Può provocare bocca e occhi secchi, aumentando il rischio di carie e infezioni orali.

Xerostomia / bocca secca+

Sensazione soggettiva di secchezza orale. Può dipendere da farmaci, respirazione orale, disidratazione o malattie; non significa sempre che la produzione di saliva sia realmente ridotta.

Iposalivazione+

Riduzione oggettivamente misurabile del flusso salivare. Può favorire carie, difficoltà a mangiare, bruciore e infezioni.

Sindrome della bocca urente+

Bruciore orale persistente senza una lesione che lo spieghi completamente all’esame clinico. Prima di porre la diagnosi occorre escludere cause locali e sistemiche.

Stomatite allergica da contatto+

Reazione della mucosa a sostanze presenti, per esempio, in prodotti per l’igiene o materiali a contatto. La diagnosi richiede correlazione fra esposizione e sintomi.

Cheilite esfoliativa+

Alterazione infiammatoria cronica delle labbra, con desquamazione e croste ricorrenti. È diversa dalla cheilite attinica, correlata all’esposizione al sole.

Sindrome di Behçet+

Malattia infiammatoria sistemica che può associarsi ad afte orali ripetute, ulcere genitali e problemi oculari o di altri organi. Le afte da sole non bastano per diagnosticarla.

Manifestazioni orali del morbo di Crohn+

La malattia infiammatoria intestinale può essere accompagnata da tumefazioni labiali, ulcere e altre alterazioni della bocca. La presenza di questi segni non dimostra di per sé il Crohn.

Manifestazioni orali della celiachia+

La celiachia può associarsi ad afte ricorrenti e, in alcuni pazienti, a difetti dello smalto. Le alterazioni orali da sole non sono diagnostiche.

Patologia e medicina orale

Patologia orale: lesioni reattive, ghiandole salivari e oncologia

25 voci
Fibroma da irritazione+

Piccolo nodulo benigno di tessuto fibroso che può comparire dove la mucosa subisce sfregamenti ripetuti. Una crescita persistente va valutata ed eventualmente analizzata.

Epulide+

Termine clinico generico per una crescita localizzata della gengiva: non definisce da solo la sua natura. Il trattamento dipende dalla diagnosi.

Granuloma piogenico orale+

Lesione vascolare benigna e reattiva, spesso gengivale, che può sanguinare facilmente. Il nome non significa necessariamente presenza di pus.

Granuloma periferico a cellule giganti+

Lesione reattiva della gengiva che può apparire come un nodulo rossastro o violaceo. La diagnosi si conferma con l’esame del tessuto.

Mucocele+

Piccola raccolta di muco dovuta spesso a trauma o ostruzione di una ghiandola salivare minore, frequente sul labbro inferiore.

Ranula+

Raccolta di saliva che si manifesta nel pavimento della bocca, in rapporto alle ghiandole salivari. Il trattamento dipende da dimensione ed estensione.

Calcolo salivare / scialolitiasi+

Piccola concrezione in un dotto salivare; può provocare dolore e gonfiore soprattutto durante i pasti.

Scialoadenite+

Infiammazione di una ghiandola salivare, talvolta associata a infezione o ostruzione. Gonfiore e febbre richiedono valutazione clinica.

Parotite+

Infiammazione della ghiandola parotide, che può avere cause infettive, ostruttive o autoimmuni. Non coincide sempre con gli orecchioni.

Ulcera traumatica+

Ulcera causata da morsicamento, bordo dentario tagliente, protesi o altro trauma. Se non regredisce dopo aver rimosso la causa va approfondita.

Leucoplachia orale+

Placca prevalentemente bianca che non può essere attribuita clinicamente a un’altra causa definita. È un disturbo potenzialmente maligno: il rischio è variabile e serve inquadramento specialistico.

Eritroplachia orale+

Area rossa persistente che non trova spiegazione in altre condizioni note. È una lesione che merita particolare attenzione e spesso approfondimento bioptico.

Leucoeritroplachia+

Lesione con aree bianche e rosse nello stesso campo. Richiede accurata valutazione perché può avere un rischio oncologico significativo.

Leucoplachia verrucosa proliferativa+

Forma multifocale e progressiva di leucoplachia, spesso recidivante, associata a rischio elevato di trasformazione maligna. Richiede follow-up specialistico.

Cheilite attinica+

Alterazione cronica del labbro, soprattutto inferiore, legata all’esposizione solare prolungata. È considerata una condizione potenzialmente maligna e richiede protezione solare e valutazione.

Fibrosi sottomucosa orale+

Malattia cronica con irrigidimento dei tessuti della bocca e possibile riduzione dell’apertura orale, associata soprattutto alla masticazione di areca. È un disturbo potenzialmente maligno.

OPMD / disturbo orale potenzialmente maligno+

Categoria clinica che comprende condizioni associate a un rischio aumentato di tumore orale. Non significa che la lesione sia già un cancro né che tutte abbiano lo stesso rischio.

Displasia epiteliale orale+

Alterazioni microscopiche dell’epitelio valutate al microscopio su un campione di tessuto. Grado e altri fattori aiutano a stimare il rischio e il follow-up.

Carcinoma squamocellulare orale+

Il tumore maligno più frequente del cavo orale. Può manifestarsi come ulcera persistente, nodulo o area bianca/rossa, talvolta inizialmente senza dolore.

Carcinoma in situ+

Alterazione neoplastica confinata all’epitelio, senza invasione del tessuto sottostante. È una diagnosi istologica che richiede trattamento e gestione specialistica.

Carcinoma verrucoso orale+

Variante di carcinoma squamoso con crescita prevalentemente esofitica e verrucosa. La diagnosi deve essere istologica e la gestione specialistica.

Biopsia incisionale+

Prelievo di una parte rappresentativa di una lesione, eseguito quando occorre chiarire la diagnosi senza rimuoverla completamente in prima battuta.

Biopsia escissionale+

Asportazione completa di una piccola lesione, seguita quando indicato dall’esame istologico. L’idoneità dipende da sede, dimensione e sospetto diagnostico.

Esame istologico / istopatologico+

Analisi al microscopio del tessuto prelevato, essenziale per distinguere numerose patologie che possono somigliarsi all’esame visivo.

Immunofluorescenza diretta+

Esame di laboratorio su tessuto che può aiutare nella diagnosi di alcune patologie bollose autoimmuni come pemfigo e pemfigoide.

Patologia e medicina orale

Patologia orale: bambini, malattie sistemiche e terapie

18 voci
Cisti eruttiva+

Rigonfiamento della gengiva sopra un dente in eruzione, talvolta bluastro per la presenza di sangue. In molti casi si risolve con l’eruzione del dente.

Ematoma eruttivo+

Raccolta di sangue sopra un dente che sta spuntando, con colorazione bluastra. Va distinta da altre lesioni gengivali.

Perle di Epstein+

Piccole cisti cheratiniche biancastre sul palato del neonato. Sono frequenti, benigne e generalmente regrediscono spontaneamente.

Noduli di Bohn+

Piccole cisti biancastre benigne che possono comparire sulle creste gengivali dei neonati, di solito transitorie.

Denti natali e neonatali+

Denti già presenti alla nascita o comparsi nelle prime settimane di vita. La decisione su eventuali interventi dipende da stabilità, alimentazione e rischio di trauma.

Ulcera di Riga-Fede+

Lesione traumatica della lingua del lattante provocata dal contatto ripetuto con un dente, talvolta natale o neonatale.

Epulide congenita+

Rara massa benigna della gengiva del neonato. Deve essere valutata soprattutto se interferisce con alimentazione o respirazione.

Anchiloglossia / frenulo linguale corto+

Anomalia del frenulo che può limitare alcuni movimenti della lingua. Le decisioni terapeutiche devono basarsi sulla funzione, non soltanto sull’aspetto del frenulo.

Iperplasia gengivale da farmaci+

Aumento di volume delle gengive associato ad alcuni medicinali e talvolta aggravato dal biofilm. Il trattamento richiede coordinamento con il curante.

Mucosite orale da chemio-radioterapia+

Infiammazione e ulcerazione della mucosa che può insorgere durante trattamenti oncologici. Può rendere dolorosa alimentazione e igiene e richiede gestione coordinata.

Osteonecrosi dei mascellari correlata a farmaci / MRONJ+

Esposizione o danno persistente dell’osso mascellare in persone esposte a specifici farmaci, come alcuni anti-riassorbitivi o antiangiogenici. Richiede valutazione e prevenzione dedicate.

Osteoradionecrosi+

Danno osseo che può svilupparsi dopo radioterapia della testa o del collo. Il percorso odontoiatrico richiede particolare cautela e coordinamento specialistico.

Manifestazioni orali della leucemia+

Alcune malattie ematologiche possono dare sanguinamenti gengivali, aumenti di volume, infezioni o ulcerazioni. Sono segni aspecifici che richiedono valutazione nel contesto generale.

Petecchie orali+

Piccoli puntini rossi o violacei dovuti a microemorragie. Possono derivare da traumi locali oppure da alterazioni della coagulazione o delle piastrine.

Anemia e mucosa orale+

Alcune anemie possono associarsi a pallore, lingua liscia o bruciore. Le alterazioni della bocca non permettono da sole di diagnosticare un’anemia.

Graft-versus-host disease orale / GVHD+

Possibile complicanza immunologica dopo trapianto di cellule staminali emopoietiche: può causare secchezza, lesioni simili al lichen e dolore. Richiede controlli specialistici.

Necrosi gengivale / gengivite necrotizzante+

Forma dolorosa e acuta di malattia gengivale con aree necrotiche, alitosi e possibile sanguinamento. Richiede una valutazione odontoiatrica tempestiva.

Manifestazioni orali del diabete+

Il diabete, soprattutto se non ben controllato, può associarsi a maggior rischio di parodontite, infezioni e bocca secca. La visita orale non sostituisce gli esami per il diabete.

Vocabolario

Preventivi, piani di cura e parole amministrative

9 voci
Piano di cura+

È la sequenza ragionata delle terapie proposte per raggiungere gli obiettivi clinici. Può prevedere fasi alternative o dipendere dalla risposta a trattamenti precedenti.

Preventivo+

È la stima economica delle prestazioni previste. Per confrontare due preventivi non basta guardare il totale: bisogna verificare se diagnosi, numero di denti, fasi, materiali, provvisori, esami e mantenimento sono realmente comparabili.

Alternativa terapeutica+

È un percorso diverso per lo stesso problema, con vantaggi, limiti, costi, tempi e prognosi potenzialmente differenti. Una buona decisione nasce dalla comprensione delle alternative realistiche, compresa talvolta l’opzione di monitorare.

Consenso informato+

È il processo con cui vengono spiegati diagnosi, trattamento, alternative, rischi prevedibili e conseguenze del non trattamento, così da permettere al paziente di decidere consapevolmente. La firma documenta il processo ma non lo sostituisce.

Fase provvisoria+

È una fase temporanea del trattamento che può servire per guarigione, valutazione estetica/funzionale o protezione dei denti prima della terapia definitiva.

Mantenimento+

Comprende controlli, igiene professionale e indicazioni domiciliari necessarie per conservare nel tempo denti, gengive, impianti e restauri.

Richiamo+

È un appuntamento programmato di controllo o igiene. La frequenza dovrebbe essere personalizzata sul rischio e non necessariamente uguale per tutti.

Garanzia del risultato+

In medicina e odontoiatria non esiste un risultato biologico garantibile al 100%. È invece ragionevole chiedere quali risultati siano attesi, quali rischi esistano, come viene controllato il lavoro e come vengono gestite eventuali complicanze.

Seconda opinione+

È una nuova valutazione clinica da parte di un altro professionista. Può essere utile soprattutto quando il piano è complesso, irreversibile o quando non sono chiare diagnosi e alternative.

Decodifica il preventivo

Cinque frasi che sembrano complicate, tradotte.

Un esempio non sostituisce la tua diagnosi, ma aiuta a capire la logica con cui sono costruite molte voci di un piano di cura.

“16: terapia endodontica + ricostruzione con perno in fibra + corona”

Traduzione: il primo molare superiore destro deve essere trattato nei canali; poiché manca molta struttura, può essere prevista una ricostruzione con un perno come ritenzione e, se indicato, una corona per ripristinare forma e resistenza. Chiedi sempre quanta struttura sana rimane e perché sono necessarie tutte le fasi.

“46: estrazione + preservazione alveolare + impianto + abutment + corona”

Traduzione: il primo molare inferiore destro viene rimosso; il sito può essere gestito per limitare la perdita di volume; successivamente si inserisce un impianto, poi il componente di connessione e infine il dente protesico. Tempi e necessità di rigenerazione dipendono dal caso.

“11–21: faccette ceramiche con mock-up”

Traduzione: i due incisivi centrali superiori vengono progettati esteticamente; prima del definitivo può essere provata in bocca una simulazione della forma. È utile chiedere quanto saranno preparati i denti e quale problema specifico si vuole correggere.

“Levigatura radicolare per quadranti + mantenimento parodontale”

Traduzione: non è una semplice igiene. Significa terapia della malattia parodontale sotto gengiva, suddivisa per zone della bocca, seguita da richiami personalizzati per controllare nel tempo infiammazione e tasche.

“Allineatori + attachment + IPR + refinement + contenzione”

Traduzione: il trattamento ortodontico prevede mascherine, piccoli rilievi in composito per guidare i movimenti, eventuale creazione controllata di spazio tra alcuni denti, possibili mascherine aggiuntive di rifinitura e una fase finale per mantenere il risultato.

Domande frequenti

Quello che molti pazienti si chiedono prima di decidere.

Abbiamo raccolto le domande che più spesso creano confusione tra visita, preventivo e inizio della terapia.

Nota importante. Le risposte sono informative e generali. Una parola identica su due preventivi diversi può riferirsi a situazioni cliniche molto diverse.
Perché due dentisti possono farmi preventivi molto diversi?+

Perché potrebbero non stare proponendo esattamente lo stesso piano. Possono cambiare diagnosi, priorità, numero di denti trattati, materiali, presenza di provvisori, necessità di rigenerazione ossea, tecniche, controlli e mantenimento. Prima di confrontare i prezzi, confronta riga per riga cosa viene trattato e perché.

Come capisco se nel preventivo manca qualcosa?+

Chiedi se sono compresi esami diagnostici, provvisori, ricostruzioni preliminari, eventuali componenti implantari, laboratorio, controlli post-operatori e fasi di mantenimento. Nei piani complessi alcune voci possono essere condizionate da ciò che si troverà durante il trattamento.

Se un dente è devitalizzato deve sempre essere incapsulato?+

No. La necessità di una corona o di un restauro a copertura cuspidale dipende da quanto tessuto sano rimane, dalla posizione del dente, dai carichi, dalla presenza di crepe e dal tipo di accesso endodontico. Molari molto indeboliti hanno esigenze diverse da denti anteriori poco compromessi.

Un impianto è migliore di un dente naturale devitalizzato?+

Non in senso generale. Se un dente è restaurabile e ha una prognosi ragionevole, conservarlo può essere un obiettivo prioritario. L’impianto è una soluzione molto valida per sostituire un dente che non può essere mantenuto in modo prevedibile, ma non è un “upgrade” biologico del dente naturale.

Faccetta e corona sono la stessa cosa?+

No. Una faccetta interessa soprattutto la superficie esterna del dente e in genere richiede una preparazione più limitata. Una corona ricopre gran parte della circonferenza del dente. L’indicazione dipende da struttura residua, colore, posizione, funzione e obiettivo clinico.

Zirconia o disilicato: quale è migliore?+

Non esiste un materiale migliore in assoluto. La scelta dipende da spessore disponibile, colore del substrato, posizione del dente, necessità estetiche, tipo di preparazione, carico e strategia di cementazione. Materiale e progetto devono essere coerenti.

Perché il dentista vuole fare prima l’igiene?+

Perché gengive infiammate e biofilm possono rendere meno affidabili diagnosi, impronte, scansioni, preparazioni e guarigione. Nei trattamenti parodontali, protesici o implantari, il controllo dell’infiammazione è parte della terapia, non un passaggio “cosmetico”.

Perché servono fotografie e scansioni se ho già una panoramica?+

Perché mostrano informazioni diverse. La panoramica è radiografica e bidimensionale; fotografie e scansioni descrivono forma, colore, tessuti molli e superfici dentali. Nei casi complessi i dati vengono integrati.

La TAC 3D serve sempre prima di un impianto?+

La valutazione tridimensionale è molto utile in molte pianificazioni implantari, ma la prescrizione deve essere giustificata dal quesito clinico e dal beneficio atteso. Il principio è usare l’esame che fornisce le informazioni necessarie con un’esposizione appropriata.

Lo sbiancamento rovina lo smalto?+

I protocolli professionali correttamente indicati e utilizzati sono progettati per schiarire i pigmenti senza “limare” lo smalto. Il problema più comune è la sensibilità temporanea; concentrazione, tempi e condizioni iniziali vanno valutati individualmente.

Le faccette richiedono sempre di limare molto i denti?+

No. La quantità di preparazione dipende dal progetto: posizione iniziale dei denti, colore da mascherare, volume desiderato e spessore del materiale. In alcuni casi il trattamento può essere molto conservativo o parzialmente additivo; in altri una preparazione è necessaria per evitare sovracontorni.

Gli allineatori trasparenti funzionano per tutti?+

No. Possono trattare molte malocclusioni ma non ogni caso allo stesso modo. La prevedibilità dipende dal tipo di movimento, dall’occlusione, dalla biologia e dalla collaborazione nell’uso delle mascherine.

Che cosa significa “carico immediato” sugli impianti?+

Significa collegare una protesi all’impianto in tempi molto brevi. Non significa necessariamente che si possa masticare senza limitazioni da subito, né che sia indicato in ogni situazione.

Perché dopo un’estrazione mi propongono una preservazione dell’alveolo?+

Perché dopo l’estrazione l’osso va incontro a rimodellamento. In situazioni selezionate una procedura di preservazione può aiutare a mantenere un volume più favorevole per la futura riabilitazione, pur senza impedire ogni cambiamento biologico.

Quanto dura l’anestesia?+

Dipende dal farmaco, dalla sede, dalla quantità e dalla risposta individuale. Il tessuto molle può restare insensibile per diverse ore. Finché la sensibilità non torna è prudente evitare di mordere labbro o guancia e fare attenzione a cibi molto caldi.

Posso mangiare prima di una normale seduta con anestesia locale?+

In genere non è richiesto il digiuno per la sola anestesia locale, salvo indicazioni specifiche del dentista o procedure che prevedano sedazione. Se è prevista sedazione, segui invece rigorosamente le istruzioni ricevute.

Devo sospendere anticoagulanti o antiaggreganti prima di un’estrazione?+

Non sospenderli autonomamente. La decisione dipende dal farmaco, dall’indicazione medica, dal tipo di intervento e dal rischio emorragico. Dentista e medico prescrittore devono coordinarsi quando necessario.

Serve sempre l’antibiotico per un ascesso o un impianto?+

No. Gli antibiotici hanno indicazioni precise e non sostituiscono il trattamento della causa. La scelta dipende dal quadro clinico, dalla presenza di diffusione dell’infezione, condizioni sistemiche e tipo di procedura.

È normale avere sensibilità dopo un’otturazione?+

Una sensibilità transitoria a freddo, pressione o masticazione può comparire, soprattutto in restauri profondi. Se il dolore aumenta, compare spontaneamente, disturba il sonno o la masticazione resta dolorosa, è opportuno ricontattare lo studio.

Perché un provvisorio è importante?+

Perché non serve solo a “coprire il dente”. Può proteggere, mantenere posizione e contatti, guidare la gengiva, testare estetica e funzione e fornire informazioni utili per il definitivo.

Che cosa devo portare alla prima visita?+

Elenco aggiornato dei farmaci, allergie, patologie rilevanti, eventuali referti o radiografie recenti e informazioni sui trattamenti precedenti. Se hai un preventivo che non capisci, portalo: è più utile discutere un documento reale che affidarsi alla memoria.

Come faccio a capire se un piano di cura è davvero conservativo?+

Chiedi quali tessuti vengono rimossi, quali alternative meno invasive esistono, quale prognosi ha il dente se viene mantenuto e cosa succede se si rinvia. “Conservativo” non significa fare meno a tutti i costi: significa preservare tessuto sano quando è compatibile con una terapia prevedibile.

Perché un trattamento può cambiare mentre è in corso?+

Perché alcune informazioni diventano disponibili solo dopo aver rimosso carie, vecchi restauri o dopo aver osservato la risposta dei tessuti. Un buon piano distingue ciò che è certo dalle fasi condizionate e spiega in anticipo i possibili scenari.

Che cosa significa “prognosi riservata”?+

Significa che esistono fattori che rendono il risultato meno prevedibile del normale. Non equivale automaticamente a “dente da estrarre”: è un modo per esprimere l’incertezza clinica e dovrebbe essere accompagnato dalla spiegazione dei fattori di rischio.

Come confronto in modo serio due preventivi?+

Confronta diagnosi, denti coinvolti, obiettivo, alternative, quantità di tessuto da sacrificare, materiali, fase provvisoria, procedure accessorie, durata stimata, mantenimento e gestione delle complicanze. Solo dopo ha senso confrontare il prezzo finale.

Se hai due preventivi

Non confrontare soltanto il prezzo.

1. Stessa diagnosi?

Se la diagnosi cambia, probabilmente stai confrontando piani diversi.

2. Stessi denti?

Controlla numeri e numero complessivo di elementi trattati.

3. Stesse fasi?

Provvisori, endodonzia, ricostruzioni e rigenerazioni possono cambiare molto il piano.

4. Stesso obiettivo?

Una soluzione di compromesso e una riabilitazione completa non sono equivalenti.

5. Stesso mantenimento?

Chiedi controlli, igiene e gestione nel tempo.

6. Hai capito perché?

Se non sai spiegare con parole tue che cosa ti verrà fatto, chiedi una seconda spiegazione prima di decidere.

Criteri editoriali e fonti

Spiegare semplice senza semplificare troppo.

Questa guida usa termini clinici reali e li traduce in un linguaggio accessibile. Le definizioni sono informative, non sostituiscono una diagnosi e vengono costruite facendo riferimento a linee guida e materiali di società scientifiche e professionali.

Riferimenti principali: FDI World Dental Federation per anatomia, prevenzione e numerazione; European Society of Endodontology per endodonzia; European Federation of Periodontology per salute gengivale e parodontite; American Association of Endodontists per il principio di preservazione del dente naturale; American Association of Orthodontists per malocclusioni e morso profondo; NLM MeSH e glossario ADA per la terminologia della dimensione verticale. Per la patologia orale: terminologia clinica confrontata con NIDCR e con il consenso internazionale sui disturbi orali potenzialmente maligni (OPMD). Ultimo aggiornamento editoriale: ottobre 2026.

Hai ancora dubbi?

Porta il preventivo. Lo leggiamo insieme.

La prima cosa da ottenere da una visita non è una lista di parole tecniche, ma una comprensione chiara del problema, delle alternative e delle priorità.

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