Diagnosi
Sintomi, test clinici e imaging aiutano a distinguere pulpite, necrosi, lesioni apicali e altre cause di dolore.
Quando la polpa è irreversibilmente infiammata o infetta, la terapia canalare rimuove il tessuto compromesso, disinfetta e sigilla il sistema canalare per consentire la ricostruzione del dente.

Sintomi, test clinici e imaging aiutano a distinguere pulpite, necrosi, lesioni apicali e altre cause di dolore.
Isolamento, irrigazione e sagomatura con il motore Morita Tri Auto ZX2 e localizzatore apicale integrato permettono di controllare la lunghezza di lavoro e, nei casi appropriati, limitare radiografie operative ripetute.
Per l’otturazione utilizziamo anche cementi bioceramici a base di silicati di calcio quando indicati. Il dente viene poi ricostruito secondo la struttura residua e i carichi previsti.
Lo studio utilizza il Morita Tri Auto ZX2, motore endodontico con localizzatore apicale elettronico integrato. La posizione della punta viene monitorata durante la preparazione canalare; le funzioni di controllo del torque e del movimento aiutano il clinico a lavorare in modo più controllato. Questo sistema può ridurre il numero di radiografie utilizzate per misurare la lunghezza di lavoro, ma non sostituisce le radiografie diagnostiche o di verifica quando necessarie.
Scheda tecnica ufficiale Morita Tri Auto ZX2 ↗
Per sigillare il sistema canalare impieghiamo, nei casi appropriati, cementi bioceramici a base di silicati di calcio. Sono materiali studiati per le loro caratteristiche fisico-chimiche, tra cui capacità sigillante e comportamento in ambiente umido. Possono avere un costo maggiore rispetto ad alcuni sigillanti tradizionali: per noi la scelta si basa su indicazioni cliniche e proprietà del materiale, non sul prezzo come garanzia di risultato.
Le linee guida della European Society of Endodontology considerano utilizzabili sia i cementi bioceramici sia altri sigillanti consolidati in associazione alla guttaperca, senza dimostrare una superiorità clinica universale. Il successo della cura dipende soprattutto da diagnosi, detersione, disinfezione, controllo della lunghezza e sigillo coronale.
La decisione tra endodonzia, ritrattamento, chirurgia endodontica o estrazione richiede una valutazione di restaurabilità, parodonto, fratture, struttura residua e prognosi complessiva.
Alcune infezioni possono essere poco sintomatiche. Per questo diagnosi e controlli radiografici, quando indicati, sono parte del percorso.
La procedura viene eseguita in anestesia locale. La sensibilità post-operatoria può comparire per alcuni giorni, con intensità variabile.
La resistenza dipende soprattutto dalla quantità di struttura dentale residua e dal tipo di ricostruzione. Per questo la fase restaurativa è parte integrante della prognosi.
Molti casi possono essere completati in una o poche sedute, ma infezione, anatomia complessa, ritrattamenti o sintomi possono richiedere tempi differenti.
Non in automatico. Se un dente è restaurabile e ha una prognosi ragionevole, conservarlo può essere la scelta più biologica. L’impianto è indicato quando il dente manca o non è recuperabile in modo prevedibile.